Archivio mensile:Luglio 2009

Facebook (Fan) Like Box, integrazione Pagina in un sito web

facebook logo

Facebook sta allargando sempre più i suoi orizzonti e penso che le nuove API Facebook connect siano una trovata geniale. Oggi ogni azienda/marchio dovrebbe avere una propria pagina in Facebook, è fondamentale per creare interattività con i propri utenti/clienti. L’integrazione tra piattaforme (es: un blog WordPress con una pagina di Facebook) sta diventando sempre più semplice e il Fan Box (basato su Facebook connect) oggi ne è la dimostrazione.

Chiunque abbia un sito web (Aziendale, Blog, Forum, Community o qualsiasi altro genere) può incorporare facilmente il flusso dei contenuti che scorre sulla Bacheca della pagina di Facebook. Con una maggiore interattività tra le due piattaforme si mantiene viva la comunità di utenti che ruota intorno al sito web.

Nell’area dedicata agli sviluppatori è possibile creare il codice per il Fan Box (ora denominato Like Box).

Cliccando si accede a questa schermata:

In alto è possibile selezionare la Pagina per cui si vuole creare il Fan Box, mentre i due checkbox sotto permettono di aggiungere il flusso e i fans. In pratica il box risulta come lo vedete nell’immagine qui sopra (Preview). Nel riquadro il codice da utilizzare si aggiorna istantaneamente per cui potete copiare e incollare nel HTML della pagina che andrà ad ospitare il Fan Box.
Fatto ciò gli utenti, sul vostro sito web, visualizzeranno le informazioni relative alla pagina di Facebook. Visualizzeranno inoltre il tasto “Diventa Fan” (ora trasformato in “Mi piace“). Per gli utenti loggati su Facebook, e già Fan, il pulsante non appare ma verrà visualizzata la scritta “Sei fan” (ora “Ti piace“).

Resta un ultima cosa da sistemare per rendere il tutto completamente integrato sul vostro sito web. E’ il fattore estetico. Lo stile grafico infatti è quello che vedete nell’immagine, quello di default di Facebook.
Sul Facebook Developer Wiki troviamo la documentazione sul Fan Box che ci spiega come fare.

Il codice che andremo ad incorporare è simile a questo:

<script src="http://www.facebook.com/js/api_lib/v0.4/FeatureLoader.js.php" type="text/javascript"></script> <script type="text/javascript">FB.init("API_KEY", "");</script> <fb:fan profile_id="YOUR_PAGE_ID" stream="1" connections="10" width="300" css="http://www.../fb_widget_connect.css"></fb:fan>

Gli altri parametri su cui è possibile intervenire sono:

  • width
    E’ la larghezza del box in pixel.
  • connections
    Prima abbiamo visto come impostare la visualizzazione dei fans. Se l’avete abilitata in questo campo dovreste trovare 10. E’ possibile modificarlo aumentando il numero di Fan da visualizzare. Se impostato a 0 (zero) disattiva la visualizzazione.
  • css
    Con questo parametro è possibile assegnare l’URL di un CSS personalizzato. In questo modo potrete cambiare colori e grafica del box.
    N.B.: Per migliorare le prestazioni Facebook memorizza in cache il nostro stylesheet. Consiglia quindi di utilizzare un cachebreaker nell’URL in modo da poter aggiornare tale file quando necessario. Possiamo, ad esempio, inserire una versione per il nostro CSS: http://www.example.com/my.css?2

Con l’aiuto di Firebug, il prezioso add-on di Firefox per gli sviluppatori, si riesce rapidamente a risalire alle classi dei vari oggetti che compongono il Box. In questo modo potrete personalizzare il vostro CSS.

Per myGDM, ad esempio, ho realizzato un CSS ad hoc per integrare flusso e fans della myGDM Facebook page.
Questo è il risultato:

myGDM Community Page

Crea il tuo badge Facebook

Il badge, come potete vedere, è un “cartellino” che riporta alcuni dati presenti su Facebook. Nel mio caso: foto, nome e stato. Ogni aggiornamento di questi dati, effettuato su Facebook, verrà automaticamente visualizzato anche nel badge (anche se sto notando che non è che sia proprio rapidissimo! – Problemi di cache? Boh, indagherò…). Nel caso dello stato, ad esempio, riporterà sempre l’ultimo scritto sul proprio profilo.

Chiunque può crearsi un badge. Nella pagina del proprio profilo, in fondo alla colonna sinistra, c’è il link Crea un badge del profilo. Cliccando entrate in una pagina che vi presenta l’elenco dei badge che avete creato ed in alto a destra un altro link: Crea un nuovo badge.

La pagina che visualizzerete è la seguente:

Facebook - Crea il tuo badge

Potrete scegliere se creare un badge orizzontale o verticale (Impaginazione) e selezionare uno o più Elementi a scelta tra:

  • Foto del profilo
  • Nome
  • Reti
  • E-mail
  • Nome utente
  • Data di nascita
  • Numero di cellulare
  • Siti Web
  • Aggiornamenti di stato
  • Le mie foto recenti
  • Eventi in arrivo
  • Note più recenti
  • Post

Terminata la selezione degli elementi cliccate su Salva.
Ritornerete quindi nella pagina dell’elenco dei badge e ora visualizzerete il badge appena creato:

Facebook badges

Ora non resta che cliccare il tasto Copia per copiare il codice che poi andrete ad incollare nella pagina su cui desiderate mostrare il badge appena creato.

Su myGDM, ad esempio, potreste incollarlo nel Profilo giocatore tramite il pulsante  (Inserisci codice da altre fonti).

Reggio Emilia. “Puffi”, Ndrangheta e i “problemi del sud”

Reggio Emilia, Chiuso per Rapina - Foto di AleBonvini (Flickr)
Reggio Emilia, Lunedì 23 Febbraio 2009
[Foto di AleBonvini]

Le storiche “guerre con i puffi” iniziarono nei  primi anni 80. Vivevo in Via 4 giornate di Napoli ed andavo in una piccola scuola elementare in zona (Via Leronardo Da Vinci). I “puffi” rimasero una leggenda fino al giorno in cui si presentò, nel “nostro” giardinetto, tale “Falbo“, il piccolo (per chi mi segue). Giocavo in porta tra due alberi, lui arrivò da dietro e dal nulla mi assestò un “cartone” di una tale potenza che mi ribaltò per terra. Ero il più piccolo e i miei amici mi vendicarono. In 4, o 5 non ricordo bene, lo riempirono di botte. Il giorno dopo si ripresentò con il fratello, una belva umana. Il suo sguardo incuteva timore e ricordo la sua mano grossa, piena di ferite e con le vene gonfie. Prese Ghigno, il più grande dei miei amici, lo sollevò da terra e lo scagliò ad un paio di metri di distanza urlando che “nessuno doveva permettersi di toccare suo fratello!“. Era un “puffo“.

Ai tempi della Scuola media, la famosa “Rosta nuova”, nei corridoi si vociferava tutti i giorni sugli appuntamenti alla Warriors (“I Guerrieri della Notte”, 1979) dove i “puffise le davano di santa ragione con vari altri gruppi reggiani che insorgevano. Si diceva che i cutresi erano i “nemici” e che volevano impadronirsi della città. In Via Emilia, durante la “vasca” del Sabato, non li potevi nemmeno guardare. Se incrociavi il loro sguardo attaccavano, come belve ammaestrate, e la rissa che ne scaturiva si spostava in qualche traversa della Via Emilia. “Abbassa lo sguardo” mi dicevano alcuni amici. A volte lo abbassavo, altre volte no. Il dialetto napoletano, che conservo ancora vivo e fluido, spesso riusciva a placare la furia incontrastabile dei famigerati cutresi. Ripiegavo sul discorso “fratellanza”: “fratelli” di quel Sud Italia nel quale eravamo nati. Mi sentivo lontanissimo dai guerrieri cutresi (i “puffi“) ma a volte ero costretto a far “buon viso a cattivo gioco” per non prenderle.

Poi le superiori. Reggio Emilia piano piano cambiava o forse semplicemente cambiavo io, crescendo. All’istituto tecnico per Geometri “Angelo Secchi” ne ho conosciuti diversi. Belle persone. Civili, non guerrieri. Qualche scontro ogni tanto ancora avveniva. Il buon Marcozzi ricorderà bene quella sera in P.zza del Duomo quando se ne portò uno sulle spalle, aggrappato al collo come un bambino, per una decina di metri.

Dal diploma in poi, vuoi perchè crescendo gli interessi cambiano, vuoi perchè la città in sè cambiava, i cutresi apparivano sempre più integrati e dei “puffi”, oggi, si è persa memoria.
Dopo tanti anni ora la città è compatta e mancava solo un ultimo passo per completare ufficialmente l’integrazione.

Ops… dimenticavo, resta un piccolo problemino da risolvere: la ‘Ndrangheta. Vabbè, poca roba, cosa volete che sia dopo “le guerre dei puffi“.

Esclusione dai Tavoli da gioco in myGDM

Dopo i primi commenti apparsi sulla pagina Facebook di myGDM mi sono reso conto di non esser stato del tutto chiaro nell’esposizione del problema presentato ieri: Esclusione dai Tavoli da gioco in myGDM.

Cerco di fare chiarezza:

  • Non vogliamo eliminare le Esclusioni in generale. E’ una funzionalità importante che garantisce a chiunque di “difendersi dagli aggressori” (vedi Profilo, feed, ecc.)
  • Il concetto di esclusione resta valido per chi crea il Tavolo. Gli esclusi di chi ha creato il Tavolo non possono sedersi, come descritto in Tipologie dei Tavoli da Gioco.
  • La discussione è su un punto cruciale che molti utenti hanno segnalato. Al momento se io siedo ad un Tavolo, dopo di me, i miei esclusi non possono sedersi. Molti utenti confermano la correttezza di questo controllo/vincolo. Altri dicono che limita oltre misura la possibilità di giocare.

Su questo ultimo punto dobbiamo capire che strada prendere.

myGDM, inizia l’integrazione con Facebook

myGDM logo

myGDM è sempre più orientato ai Social network pertanto segue da tempo le dinamiche dei “grandi” del settore. Siamo convinti che si sia definitivamente chiusa l’epoca dello sviluppo di funzionalità allo scopo di agevolare le relazioni sociali tra gli utenti (vedi Forum, organizzazione Eventi, ecc.). Oggi l’opportunità da sfruttare è quella di trasferire (e delegare) tali funzionalità ai Social network esistenti. Molti di questi infatti hanno messo a disposizione diversi strumenti per integrare le proprie funzionalità in siti esterni.

Facebook logo

myGDM ha scelto la piattaforma ufficiale per la gestione delle relazioni dei propri utenti: Facebook. Il Social network numero 1 al mondo è in continua evoluzione ed espansione, garantisce ottimi livelli di privacy (personalizzabile dagli utenti), una notevole stabilità e molte funzionalità avanzate per gestire le esigenze interne al sito (Discussioni, Forum, Eventi, Foto, Video, ecc.).

L’integrazione delle funzionalità di Facebook in myGDM verranno ampliate in modo da agevolare qualsiasi operazione: dal riconoscimento degli utenti su entrambe le piattaforme (Facebook e myGDM) alla visualizzazione di dati, status (il “cosa stai facendo”), ecc., nei propri profili.

myGDM inizia oggi lanciando la nuova sezione Community (che utilizza la piattaforma Facebook connect) oltre al lancio della nuova myGDM Facebook Page.

Stefano Montanari e Antonietta M. Gatti, buona fede a rischio.

Riporto di seguito il commento lasciato sul post “Fine” di Stefano Montanari:

Questo post è angosciante.
Appare lampante il far leva su un accaduto (!), ammesso che sia vero, al puro scopo di perseguire i propri obiettivi. Giusti o sbagliati che siano, non entro nel merito. Per quanto mi riguarda però utilizzare la morte di un bambino per far sentire in colpa l’Avv. Bortolani rende vano tutto il resto e mette in luce due persone diverse da quelle viste fino ad oggi.
Chi sa andare un po’ oltre ai messaggi modello “spot pubblicitari” che avete mandato in onda fino ad oggi ha sicuramente colto quello che ho colto io: la reazione è quella di un “bambino” a cui è stato tolto il “giocattolino” e non quella di due scienziati.
Non metto in dubbio le vostre conoscenze, pubblicazioni, libri, ecc., ma da oggi metto sicuramente in dubbio la vostra buona fede.

Jazzo @ 23-07-2009 11:08Reggio Emilia

Ecco l’immagine del commento censurato:

commento-censurato-montanari

TeleReggio parla di crisi, per il TG1 è tutto ok!

Telereggio - La crisi non si attenua

Immagino un reggiano poco interessato alla realtà locale ma abbastanza attento alle problematiche nazionali. Immagino che questo cittadino, per informarsi, guardi un TG e utilizzi poco o quasi niente la rete.

Immagino questo reggiano accendere la TV verso le 20.30 per seguire qualche notizia, magari sul TG1, il quale stasera ha aperto con: “Berlusconi: crisi, il peggio e’ passato“.  Il buon reggiano ascolta gli altri titoli, poca roba. Resta in attesa di quel primo servizio per ascoltare le parole del Premier:

“Noi dobbiamo essere consapevoli che ormai la crisi si è sfogata, per il sistema finanziario. Che chi doveva fallire è fallito. Che le diminuzioni dei titoli di borsa sono accadute, chi ha perso lì ha perso, chi invece li aveva, questi titoli come investimento, li ha chiusi  nel cassetto e li tiene lì aspettando che ci sia una ripresa, che ci sarà di sicuro.”

Spero che quel reggiano abbia dato uno sguardo anche a Telereggio, spero che sia venuto a conoscenza di una realtà ben diversa, una realtà a lui vicina: Reggio Emilia attraversa un periodo di grande crisi. Basta un’analisi dei dati della Camera di Commercio e degli Industriali di Reggio Emilia per accorgersene. Telereggio infatti apre con “La crisi non si attenua“. Secondo i sindacati, i cassintegrati in provincia di Reggio Emilia si aggirano oggi intorno ai 30.000.