Archivio mensile:Gennaio 2008

[OT][Napoli] Uè Munnezz!

Napoli antica

Uè Munnezz! (Munnezz: spazzatura in dialetto Napoletano)

Ci si salutava così, tra amici, quando ero piccolo. Era un modo affettuoso per farsi riconoscere. Avevo 10 anni ed era il 1982. A Napoli già si vedeva, ogni tanto, qualche sacchetto fuori dai cassonetti ma la situazione non allarmava nessuno, era Napoli.
Oggi quella stessa parola mi svuota il cuore.

Ora sono qui, lontano dalla mia città, oserei dire con il “culo al caldo”. Ringrazio mio padre e mia madre per questo perchè, in cerca di un futuro migliore per me e per i miei fratelli, scelsero di allontanarsi dalla loro città. Oggi a Reggio Emilia si vive dignitosamente e non certo nel clima da terzo mondo che imbavaglia la mia bella Napoli. Sì, bella, non dimentichiamolo mai.

I giornali cercano senza speranza le responsabilità politiche, chiedono dimissioni, parlano di camorra, illustrano i fatti di cronaca e li commentano. Tra tante inutili parole mi ha colpito profondamente un reportage che ho letto stamattina. Mi ha fatto balzare indietro di 25 anni quando per quelle strade si giocava “a pallone” e, anche se con poco ottimismo, si riusciva a sognare. Sognavo una Napoli migliore ma ero solo un bambino, oggi si fa molta più fatica. Oggi non mi resta che volare con la fantasia nella storia. Nel XIX secolo, ad esempio, quando Napoli collezionava i prestigiosi Primati del Regno delle Due Sicilie.
Che bella Napoli che doveva essere. Pulita e sana. Un luogo magico, ricco di cultura e tecnologie. Innovativa e splendente. Nel 1839 fu la prima città d’Italia (terza in Europa dopo Londra e Parigi) ad avere l’illuminazione cittadina a Gas. Che luce doveva esserci in quelle sere di mare calmo, con la luna al tramonto sul Golfo e Capri sullo sfondo. Immagino la prima nave da crociera in Europa, la “Francesco I”, prendere il largo su questo fantastico scenario.
Il fischio della locomotiva della prima Ferrovia italiana (Napoli-Portici) dava inizio alla giornata e Astronomi, Economi, Medici, Musicisti e Architetti si recavano nei posti di lavoro. Cattedre e Accademie invidiate da tutta Europa.
Nel 1860 venne varata la prima Flotta Mercantile d’Italia (seconda in Europa) e la prima Nave ad elica (Monarca). Napoli “dominava” i mari. Era una città ricca, una città che cavalcava l’onda del progresso. Era la città italiana che registrava la più bassa percentuale di mortalità infantile. Era quello che sognavo da bambino…

Tornare con i piedi per terra oggi fa troppo male. E’ un dolore insopportabile. Preferisco continuare a sognare!