La libertà non ha prezzo, con Mastercard!

cartello finanza su blocco sitiSito sottoposto a sequestro preventivo
Un testo che oggi ritroviamo sempre più spesso sui siti italiani!

Resto esterefatto di fronte alla notizia che in questi giorni sta animando la blogosfera: il blog di Piero Ricca, un cittadino libero che parla liberamente manifestando il suo dissenso in pubblico, è stato bloccato dalla Finanza.
Del Signor Piero Ricca, al limite, si possono non condividere i modi ma da qui ad oscurare un sito c’è di mezzo il mare, anzi, diamo un peso alle parole, c’è di mezzo la censura.
L’angosciante vicenda inizia quando il Signor Emilio Fede, direttore del TG4, querela Piero Ricca per diffamazione, da qui si arriva ad un sequestro preventivo del blog e poi alla chiusura.

Così Emilio Fede pensava di archiviare il caso ma ha fatto i conti senza l’oste. Un evento del genere scatena un putiferio inimmaginabile e i risultati attesi sono esattamente gli opposti. L’articolo di Piero Ricca, prima letto solo dagli appassionati lettori del suo blog, ora sta facendo il giro della rete, il video su YouTube è balzato in testa alle classifiche, la pagina “sequestrata” è presente nella cache di Google e a leggerla ora sono in tanti!
Lo scopo stesso per cui Piero Ricca intervistava Emilio Fede è sotto gli occhi di tutti: la posizione abusiva della sua rete e lo scandalo denunciato da Francesco Di Stefano, legittimo proprietario delle frequenze occupate da Rete 4.

6 pensieri su “La libertà non ha prezzo, con Mastercard!

  1. kick

    La diffamazione è diffamazione, e non c’entra un tubo la libertà di parola.

    Del resto se qualcuno mettesse su un blog dicendo che vostra madre/sorella/fidanzata è una gran porca
    e pure zoofila finireste col denunciarli
    anche voi , o no?

  2. surfstyle

    ciao io non condivido i mezzi e i modi di pietro ricca…. ho visto dei suoi video e letto articoli e non credo sia mosso da fini lodevoli… ciao

  3. zoiba

    non mi pare che ci sia stato nulla di diffamatorio a meno che la verià non sia ritenuta tale

  4. Jazzo Autore articolo

    Mi spiace kick ma non sono d’accordo con te.
    La diffamazione è un reato perseguibile ma, come in ogni Democrazia che si rispetti, prima di tutto deve essere dimostrato e successivamente giudicato da chi di competenza. Nel caso in cui il giudicato venga ritenuto responsabile allora, e solo allora, si potrebbe procedere.

    Rispondo alla tua domanda: c’è una bella differenza tra scrivere che “madre/sorella/fidanzata è una gran porca” e quello che scrive Ricca. Molta differenza.
    Il nocciolo della questione però sta nel fatto che se querelassi qualcuno ci vorrebbero anni prima di vedere un blog bloccato. Qui invece c’è stata una rapidità d’intervento inspiegabile, forse perchè Rete4 è abusiva, la questione scotta!

  5. Pingback: managai » la censura avanza anche in Italia

  6. dvd

    Attenzione non confondiamo le persone fisiche con il diritto, ok si possono non condividere i mezzi del Ricca (e non piacere Emilio Fede) ma non e’ diffamazione rivelare (come tale e’ la verita) che rete4 utilizza abusivamente delle frequenze legalmente riconosciute ad un privato, Francesco Di Stefano.

    E c’e’ ancora di piu’ la locuzione sequestro preventivo in materia di diritto viene utilizzata solitamente per reati legati all’opinione, e se loro trasmettono su frequenze non loro non e’ un’opinione, ma la verita’.

    In terzo luogo com’e’ possibile che in consegueza alla querela del Piero Ricca per diffamazione da parte di Emilio Fede venga “bannato” un sito che non sta facendo reato di opinione, ma rilevando la verita’?? Meditate gente meditate :)))

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