Da Marconi a Cerf: la lotta per la libertà continua!

Vinton Gray Cerf (padre del TCP-IP)
Vinton Gray Cerf
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Vinton Gray Cerf e Robert E. Kahn sono i padri del TCP/IP, il protocollo utilizzato dalla rete Internet, la “lingua” con cui milioni di computer ogni giorno si scambiano i dati: dal Web al P2P, dalla posta elettronica alle telefonate via Skype. Senza questo protocollo tutto ciò a cui siamo abituati oggi non potrebbe esistere.
Quella che oggi chiamiamo Internet quindi è la rete che Vint e Bob hanno inventato per concederci una nuova speranza, quella di poter comunicare liberamente con il mondo intero.

Lo scorso secolo Guglielmo Marconi, con mezzi e tecnologie differenti, perseguì lo stesso sogno. L’inventore scrisse:
“Nella radio abbiamo lo strumento appropriato per unire i popoli del mondo […..] Dobbiamo solo seguirne il corso in uno spirito di tolleranza e di comprensione solidale, pronti ad utilizzare le conquiste della scienza e dell’ingegno umano per il bene comune. Sono fermamente convinto della possibilità di raggiungere questo ideale.”

Parole splendide. Anche Marconi quindi desiderava unire i popoli del mondo ma con grande saggezza sottolineava che avremmo dovuto seguire uno spirito di tolleranza e di comprensione solidale. Purtroppo il Marconi è stato ampiamente tradito e le conquiste della scienza, del suo ingegno umano, non sono oggi utilizzate per il bene comune. I media sono in mano ai “potenti” che pilotano e plasmano l’informazione a loro vantaggio. Chi prima di me doveva opporsi per garantirci tutto ciò, forse, aveva altre priorità, o forse non ha avuto tempi e mezzi per farlo.

Oggi però tocca a noi! Per fortuna Vint e Bob ci hanno regalato un nuovo mezzo, stavolta però ci sono io in prima fila, ci siete voi e tutta la nostra generazione. Questa volta non dobbiamo permetterlo, non possiamo farci sfuggire una nuova occasione.
I campanelli d’allarme non mancano: la censura esiste già. Mi ha scovolto la posizione presa in questi giorni dall’Università di Bologna, un luogo antico di studio e di educazione non può permettersi certi atteggiamenti di censura. In merito all’accaduto sono completamente d’accordo col professore Renzo Davoli che si chiede se “L’Università di Bologna censura la rete come il governo cinese?

Oggi quindi è un nostro dovere lottare per far sì che la rete resti libera.