Archivio mensile:Novembre 2006

Il sito del Ministro Fioroni infestato da spam porno!

E’ quasi ironica la sorte che tocca al Ministro dell’Educazione Giuseppe Fioroni.
Quel post si apre con “Canale 5 usa due pesi e due misure con Berlusconi?”, proprio la stessa espressione utilizzata qualche giorno fa: “…non possono esserci due pesi e due misure, uno per carta stampata e tv e uno per la rete Internet.

Stavolta però è il Ministro ad essere vittima delle sue stesse parole. Quel post presenta quasi 3000 commenti spam di siti porno e chissà che altro.
Attenzione Ministro: alla luce di quanto sta accadendo in questi giorni (denuncia a Google), lei in questo momento è passibile di denuncia.

In realtà di ironico c’è ben poco perchè tutto ciò non fa che confermare quanto poco conoscano la rete proprio coloro che dicono di volerla regolamentare. “Per predicare bene, prima bisogna informarsi, conoscere, capire e analizzare e, infine attuare quanto appreso.” scrive il buon Luca Conti su Pandemia.
Stamattina ho letto in un blog che “Gutenberg fu inseguito dalla corporazione degli scrivani parigini che volevano farlo bruciare per eresia. Pretesto: stampava la Bibbia”.
Ministro, si ricordi che la storia insegna.

[Via Pandemia]

Aggiornamento ore 17.40

Il sito è in aggiornamento.
😉
La copia cache di Google è qui.
Altra denuncia a Google ?
Spero tragga da questa vicenda qualche spunto su cui riflettere…

Aggiornamento del 29/11/2006

Era inevitabile, è arrivata la disinformazione!!
Su alcuni blog (1 e 2) appaiono frasi del tipo: “contestatori-spammers che hanno manifestato il loro dissenso in maniera a dire il vero decisamente incivile.”
Questa è disinformazione!!
Non è avvenuta nessuna contestazione incivile. Gli spammer sono programmi che infestano la rete automaticamente (descrizione terra-terra) se non vengono prese contromisure. Nessuno è stato incivile, anzi, i blogger con maniacale educazione hanno solo portato in primo piano il problema. Siamo alle solite: se non ci fossero stati loro quei link sarebbero ancora là.
Italia, cresciamo per piacere….

Google Italia indagata: ci stiamo fermando?

Logo di Google

Ancora una volta, dopo il “fallimento/Berlusconi“, stiamo apparendo come i soliti incompetenti a livello internazionale (John Battelle e Reuters). Siamo completamente impreparati in materia di internet e il modo di reagire, dalla classe politica, ai giornalisti, fino ai magistrati, ne è la conferma. Sto parlando della vicenda che vede Google Italia indagata per diffamazione aggravata.
La questione a monte è sicuramente molto complessa ma vediamo di fare luce su alcuni aspetti insindacabili:

0)
Il problema è il maltrattamento del ragazzo down. I colpevoli vanno puniti a norma di legge.
Sono completamente in sintonia con l’intervento di Marco Montemagno (Sky TG24) e le parole di Layla Pavone: “anziche’ analizzare il problema nella sua evidenza dal punto di vista sociologico e psicologico – ovvero perche’ quattro adolescenti decidono di picchiare un loro compagno piu’ debole e indifeso riprendendo la scena con cellulare e poi renderla pubblica? – ci si sta focalizzando su un altro versante che e’ di tutt’altra natura.”
Aggiungo: perchè quel video era tra i più visti ?

1)
La rete deve essere regolamentata, questo è fuori di dubbio.
Come è fuori di dubbio che non spetta a noi italiani dettarne le regole. La questione deve essere discussa a livello internazionale e si deve tener ben presente un fattore estremamente importante: la rete internet è un nuovo mezzo. In parole povere: il tentativo di applicare ad internet la regolamentazione di un mezzo di informazione del secolo scorso, quale è la carta stampata, si rivelerebbe un disastro. I nuovi accaduti inediti di questi giorni devono essere regolamentati da persone ben coscienti della realtà tecnologica che ci circonda e delle nuove problematiche ad essa collegate che di volta in volta emergono. Le parole del Ministro dell’Educazione Giuseppe Fioroni a riguardo sono a dir poco fuori luogo, oltre che sconcertanti.

2)
In Italia dobbiamo aggiornarci, cambiare passo.
L’intero sistema italiano reagisce agli eventi della rete con procedure obsolete che non portano a nulla, anzi, sprechiamo energie inutilmente. La notizia della perquisizione di Google Italia da parte della Guardia di Finanza è tutto dire. Dispieghiamo forze senza avere la benchè minima idea di come funzionino le tecnologie. Ignoriamo che un video dal momento in cui entra in rete può essere diffuso in pochi istanti attraverso tanti mezzi, non solo il web. Esistono diversi sistemi P2P, ognuno con il proprio network. Esistono ben oltre 100 siti come Google Video, YouTube, ecc. per la pubblicazione di video/filmati. Ignoriamo che ogni giorno su YouTube vengono visti 1 milione di video e migliaia sono i nuovi pubblicati quotidianamente. In questo contesto c’è chi parla di controlli. E’ impossibile, scordatevelo.
Le notizie sui media partono già dalla fonte con errori grossolani che denotano poca, se non nulla, competenza in materia. L’Ansa infatti, e parlo dell’Ansa, diffonde notizie sostenendo concetti errati. In occasione della denuncia a Google Italia scrive: “I video, pubblicati da Google, mostravano un ragazzo….”, Google NON pubblica video! Scrive: “….in qualita’ di rappresentati di Google Italia e che avrebbero infranto la norma sul controllo dei contenuti pubblicati, a quale norma/controllo si riferisce?!? Se esperti del settore giuridico (Carlo Felice Dalla Pasqua e Daniele Minotti) se lo stanno ancora chiedendo non vedo come l’ANSA possa diffondere certezze.
Ditemi voi se non è ora di aggiornarsi, di cambiare passo…

3)
Bisogna utilizzare Google invece di denunciarlo.
Google non è solo un motore di ricerca. E’ un’azienda orientata al business, una delle più importanti del mondo. Un’azienda che appoggia il suo business sulla rete internet e che da tempo influisce pesantemente sugli sviluppi della rete stessa. Google, fino a quando non esisterà un regolamento internazionale della rete, per questi tipi di “reati” non potrà essere indagata.
In “alternativa”, nel frattempo, si potrebbe pensare in maniera diversa: sensibilizzare gli utenti a denunciare, attraverso i nuovi e potenti mezzi messi a lodo disposizione, qualsiasi atto illegale. A tale proposito è molto interessante l’articolo “Telefonino vera arma anti-bulli” di Giovanna Zincone su LaStampa.it. Il telefonino e i video su Google devono diventare lo strumento per poter denunciare chi commette tali violenze: “Ai ragazzi occorre insegnare non solo a difendersi, ma anche a difendere le vittime e a disprezzare i sopraffattori.”
Paradossalmente infatti il mondo sarebbe rimasto all’oscuro di ciò che sta emergendo in questi giorni se Google non fosse esistito. C’è chi potrebbe quindi pensare di ringraziare il motore di Mountain View per aver permesso di scoprire un nuovo caso di violenza.

Le mie paure legate a questa vicenda sono tante. Non oso immaginare cosa accadrebbe se Google decidesse di “alzare i tacchi”, non voglio nemmeno pensarci, mi sembra fantascienza…

Paolo Gentiloni ospite a Sky TG24. Si parlerà di Micropagamenti SMS ?

Sky TG24

Domani 25 Novembre 2006 il Ministro delle Telecomunicazioni Paolo Gentiloni sarà ospite a SkyTg24 “Reporter Diffuso”. Il conduttore, Marco Montemagno, ha invitato a proporre delle domande sul blog.

Ho proposto alcuni spunti sulla questione dei micropagamenti tramite SMS, ampiamente discussi nell’apposita sezione di questo blog. Spero le mie domande vengano prese in considerazione perchè potrebbe essere una buona opportunità per mettere a conoscenza il Ministro del mistero che si nasconde dietro a tale situazione.
A proposito, chissà se il Senatore Francesco Cossiga ha letto la mia lettera aperta.

Andrea d’Ambra, forza e coraggio!

Aboliamo i costi di ricarica!

Ogni iniziativa che cresce di interesse, prima o poi, arriva a fare i conti col popolo. E così anche la questione dell’Abolizione dei costi di ricarica, portata avanti da Andrea d’Ambra, ha trovato chi rema contro. Sembra incredibile ma è vero. Un ragazzo come D’Ambra, che da solo porta in luce un’anomalia invisibile agli occhi degli italiani, ha trovato chi rema contro. Allucinante.
Leggendo Attivissimo (leggo spesso i suoi interventi) sono approdato su un blog dove qualcuno ha avuto il coraggio di “contestare” a D’Ambra addirittura l’utilizzo di banner pubblicitari nel suo sito aboliamoli.eu.

Io credo che non ci sia niente di male a guadagnare qualche soldo da un pò di pubblicità. Del resto l’iniziativa è sua, creata da lui personalmente e curata nei minimi dettagli. Non vedo cosa ci sia di male a recuperare parte del tempo e soldi spesi con qualsiasi mezzo a disposizione.

Andrea D’Ambra è un esempio!
Leggo di persone puntigliose che scrivono come doveva comportarsi, cosa avrebbe dovuto fare. Migliaia di analisi sui comportamenti. Con i tempi pachidermici della nostra (italiana) evoluzione tecnologica l’ultima cosa da fare è perdersi in pensieri poco costruttivi. D’Ambra qualcosa lo ha fatto: smuovere le acque ristagnanti della nostra burocrazia!
Andrea, forza e coraggio!

La Francia sceglie il Software libero!

Gnu - Francia

La Camera francese, l’Assemblée Nationale, ha scelto.
Ha scelto di utilizzare Software libero per le postazioni dei deputati.
Una scelta intelligente. Bravi.

A partire dal 2007 saranno adottati:

  • système d’exploitation Linux
  • suite bureautique Open Office
  • navigateur Internet Firefox et client de messagerie libre

Bravi!

E noi ?

Chi stiamo aspettando ?

Camera francese - Assemblée nationale

[Fonte: Assemblée nationale]

Buone notizie per MySQL e per il software libero

Statistiche Gartner 2006 su passaggio a DB OOS

Ho appena partecipato al webinar (seminario via web) di MySQL su:
MySQL Enterprise – Scoprite i nuovi servizi Network Monitoring and Advisory di MySQL!

Ivan Zoratti, Sales Engineer di MySQL AB, ha presentato i servizi offerti nella versione Enterprise del DB. Soluzioni completamente scalabili e devo ammettere che sono rimasto positivamente sconvolto dai costi. Il livello basic parte da $595 (circa 465 euro) e offre, oltre all’Enterprise server, gli aggiornamenti rapidi mensili, service pack ogni 4 mesi e alcune funzionalità base del Network Monitoring and Advisory Services, del quale è stata mostrata una demo. E’ una piattaforma per il monitoraggio dei database. Possiede un pannello di controllo eccellente e un sistema di advisory in pieno stile Web 2.0 .

La mia attenzione inoltre è stata attirata da una delle prime slide presentate (quella che vedete qui sopra riportata come immagine). E’ molto importante. Alla domanda:
“Nel 2006 avete pianificato il passaggio da database proprietario a Software Libero/Open Source ?”
il 40% dell’Europa ha risposto si, ben il 60% in America latina e il 50% per il continente Asiatico [Fonte: Gartner].
Credo che questi dati siano sintomo di cambiamento. Il Software libero cresce inesorabilmente e oggi fa paura a molti: è un mondo che non appartiene a nessuno e a tutti. La parola libero spaventa perchè non è controllabile. Milioni di persone tecnicamente molto preparate e intraprendenti. Persone unite prima di ogni altra cosa da un’ideologia e poi dalla passione tecnica. Persone che, forse, non si conoscono nemmeno.
Software libero vuol dire anche questo…

L’innovazione tecnologica fiorisce dove c’è libertà.

Francesco Cossiga

Lettera aperta al Senatore di diritto e a vita Francesco Cossiga.

Egregio Senatore,
leggo che è stato nominato Presidente onorario dell’Associazione parlamentari Amici delle Nuove tecnologie. Spero che lei, da sempre attento all’innovazione tecnologica, possa prestare attenzione a chi, come me, dedica ogni giorno della sua vita alla rete e alle sue evoluzioni. Sono un Consulente Web, un libero professionista. Vivo a Reggio Emilia.

Molti sostengono che le “nostre” menti migliori siano andate all’estero, non è vero. Alcune sì, molte altre invece sono qui a lavorare con i bastoni tra le ruote e le ruote bucate. Nonostante ciò vanno avanti e lottano per un’Italia migliore.
Io sono tra questi.
Oggi non possiamo esprimere la nostra creatività tecnica e questo va a scapito dell’innovazione. Non credo che in Italia non ci siano persone capaci di “inventare” siti come YouTube, ci sono eccome. Siamo i più creativi da secoli e lo continueremo ad essere ancora per molto. Oggi come oggi però non riusciamo ad esprimerci. Creare un YouTube in Italia è un’impresa epica, le tecnologie costano tanto e chi ha una buona idea spesso non se le può permettere. Così i tanti creativi sono lì fermi, con le proprie idee nel cassetto, ben nascoste.
Immagino che i problemi legati all’avanzamento tecnologico del paese non siano di facile soluzione ma esistono “misteri” che vanno oltre le tecnologie e gli eventuali investimenti da affrontare.
In tutta Europa esiste un nuovo sistema di pagamento altamente innovativo: i micropagamenti tramite SMS. Esistono diverse aziende che offrono questo servizio ma nessuna di queste riesce ad offrirlo in Italia. Coprono addirittura alcuni stati dell’Africa ma non l’Italia, eppure le tecnologie qui da noi ci sono già. In Italia però il servizio è totalmente controllato dai “big” della telefonia i quali stanno spolpando gli italiani con i vari 48***, servizi a pagamento per loghi, suonerie, giochi, ecc.
Le tecnologie ci sono ma in mano loro non portano innovazione!
In Finlandia è possibile acquistare prodotti dai distributori automatici, biglietti del cinema, dell’autobus, dei concerti; pagamenti di ogni tipo. Nel resto d’Europa vengono offerti migliaia di servizi.
In Italia i costi da sostenere sono inavvicinabili. Chi se lo poteva permettere economicamente qualcosa di interessante ha provato a farlo: il pagamento dei parcheggi. E’ in mano ad un’azienda che con tutta calma sta piazzando il sistema nelle diverse città italiane.
Io di idee ne ho mille!
Come faccio però ?
In Inghilterra basta aprire un account, al modico costo di 40-50£/mese, con una delle tante aziende. Poi fai ciò che vuoi: ti configuri il sistema come meglio credi e incassi direttamente, senza costi aggiuntivi e senza limiti minimi sul volume delle transazioni.
Ribadisco, io di idee ne ho mille ma come faccio ?
Sono due anni che mi interesso della cosa e sono abbastanza preparato, se volesse approfondire il discorso non esiti a contattarmi.

Distinti saluti.
Davide Gullo

Reggio Emilia, 16/11/2006

Farsi trovare sulle mappe di Google

Google Maps

In questi giorni approda anche in Italia il Business Center di Google Maps. Un sistema che permette di registrare la propria attività commerciale/azienda sulle mappe di Google.

Inserire la propria sede aziendale, il proprio negozio, il proprio albergo, ecc. sulle mappe di Google è importante per farsi trovare attraverso il “nuovo” sistema di ricerca del motore più importante del mondo. L’utilizzo delle mappe da parte degli utenti della rete cresce di giorno in giorno, i numeri sono impressionanti. Oggi per molti è diventato lo stradario per eccellenza e al tempo stesso uno strumento per il controllo del traffico stradale (per ora solo negli Stati Uniti). E’ possibile ricercare Negozi, Alberghi e Ristoranti in zona, il tutto fruibile anche dal telefonino. Insomma, bisogna esserci!

Per inserire un’attività commerciale è necessario possedere un account Google (crea nuovo account ora). La registrazione è gratuita. Una volta effettuata si avrà accesso al Business Center di Google Maps che, attraverso pochi semplici passaggi, permetterà di registrare la propria location sulle mappe. L’attività sarà visibile solo dopo aver inserito un codice che Google prontamente vi invierà per posta ordinaria non appena saranno concluse le operazioni di iscrizione. Per cercarvi sulle mappe quindi dovrete aspettare qualche giorno.