PHP: Nascondere errori “DEPRECATED” via .htaccess

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Sto installando un’applicazione in ambiente di prova, giusto per guardamela un po’ e per approfondire un po’ le funzionalità implementate. Peccato che l’applicativo in oggetto su PHP 5.3 genera una marea di errori di “DEPRECATED” dovuti alla funzione eregi ormai dichiarata obsoleta dal PHP 5.3 in avanti. Per velocizzare il tutto ho pensato di non visualizzare tali errori.

Le alternative sono diverse ma preferisco sempre aggiungere l’impostazione tramite file .htaccess in modo da “non sporcare” il codice sorgente. Ho quindi aggiunto un file .htaccess nella root del progetto aggiungendo questa riga:

php_value error_reporting 22527

Il livello 22527 corrisponde a  “E_ALL & ~E_DEPRECATED“, appunto tutti gli errori tranne i deprecated. Nel file .htaccess non è possibile inserire il testo, si può solo configurare tramite bitmask corrispondente calcolata sulla base delle costanti predefinite per error_reporting.

Se non siete ferrati sull’argomento bitwise operators o non avete voglia e tempo potete rapidamente calcolarvelo tramite queste 2 righe in PHP, la prima imposta il valore che desiderate (utilizzando le costanti e gli operatori bitwise) la seconda stampa a video la bitmask corrispondente (un numero intero) che poi potrete utilizzare per configurare il tutto tramite file .htaccess:

error_reporting( E_ALL & ~E_DEPRECATED );
echo error_reporting(); die;

 

Migrare Repository SVN


Metto qui insieme alcune risorse utili a migrare repository SVN. La soluzione migliore a mio avviso è quella di creare il dump di un repository per poi importarlo nel nuovo. Per creare un dump (se sono disponibili i comandi da riga di comando) lanciare da shell:

# svn dump my_repo_path > myRepo.SVNdump

Dove my_repo_path è il percorso in cui si trova il repository e myRepo.SVNdump è il file di output che andiamo a creare.

Dopo aver effettuato il dump e dopo averlo caricato nel nuovo Repo si blocca se non ha lo stesso UUID. E’ possibile modificare l’UUID di un Repository successivamente alla creazione del dump. E’ possibile inoltre forzare l’UUID quando si carica il Dump nel nuovo repo col comando:

# svnadmin load --force-uuid ...

Altre risorse utili:

 

 

BTO2012 è un successo, e il nostro Appennino?

BTO sta per Buy Tourism Online ed è un convegno, anzi, ormai è IL convegno sul Turismo Online. BTO2012 si è svolto a Firenze il 29 e il 30 novembre ed è stato un successo senza precedenti. I numeri dell’edizione 2012 sono il frutto di anni di lavoro: 3.245 i partecipanti, 6.421 le presenze, 155 relatori, 87 eventi, 198 giornalisti accreditati, 120 tra storytellers e bloggers; 46 aziende al Club degli Espositori.
Il Turismo nel nostro paese (alcuni amano chiamarlo “Brand Italia“) è in forte crisi. Complice sicuramente una governance italiana che lo ha completamente trascurato (basta ricordare lo scandaloso “progetto” Italia.it e gli oltre 50 milioni di euro buttati via). Eppure stiamo parlando di una risorsa importante perchè sarà l’unica a cui potremo aggrapparci un giorno non lontano, forse.

Dopo aver letto qualche articolo sul BTO certe domande sorgono spontanee…

In giro per la città si scorge a tratti la vetta innevata del Monte Cusna, difficile non notarla in questi giorni così limpidi. C’è neve lassù e una volta si sciava pure! Oggi non riesci nemmeno più a capire quali impianti sono aperti e quali no. Devi chiamare o fartelo dire dall’amico che vive in montagna. Tempo fa si parlava di collegare tra loro i vari impianti di risalita (Civago, Febbio, Cerreto, ecc), oggi sono in stato di abbandono o addirittura finiscono all’asta pignorati da Equitalia. Oggi falliscono, e miseramente li si lascia fallire. Oggi, che si scia anche a Dubai. Di certo non avremo mai più un Giuliano Razzoli.

E il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano? Sì, abbiamo anche un Parco nazionale lassù. Eccellente! Peccato non lo sappia nessuno fuori Reggio.
Abbiamo un potenziale immenso nella nostra provincia, qualcuno si è chiesto come sfruttarlo invece di lasciarlo in stato di abbandono? In occasione del BTO, possiamo porci qualche domanda in più sul futuro dell’Appennino e del Parco?

 

 

Ottimizzare la shell per Git

Oh-My-Zsh è un framework per gestire al meglio la configurazione della shell Zsh. Include oltre 40 plugin (rails, git, OSX, ecc.) e oltre 80 temi. E’ facile da installare sul vostro sistema OSX e già la configurazione base aiuta notevolmente nell’utilizzo dei Repository Git, ad esempio. Come si vede dall’immagine sopra la shell riconosce che nella directory in cui si è posizionati vi è un repository Git e ne segnala il branch corrente. Io, oltre a git, ho abilitato anche il plugin per OSX:

  • aprire il file ~/.zshrc
  • modificare la riga: plugins=(git osx)

Chrome su OSX Lion lento (domini local)

Come ambiente di sviluppo sul mac utilizzo Zend Server CE e configuro i vari applicativi con domini locali del tipo:

esempio1.local
esempio2.local
ecc.

La configurazione è nel file /etc/hosts.

Chrome, il browser che prediligo per lo sviluppo, su questi domini risultava lento in fase di caricamento. In realtà era estremamente lenta la fase di interrogazione DNS per risolvere i vari nomi a dominio locali (come quelli sopra riportati). In un question su Stackoverflow ho scoperto che l’estensione .local (TLD) “it’s reserved for some Multicast DNS features (used by Bonjour)“. Rinominando i domini di cui sopra in:

esempio1.localdev
esempio2.localdev
ecc.

la velocità è tornata quella di sempre (estremamente veloce, trattandosi di domini locali).

Trottola di legno: o’ strummolo!

Nell’estate del 1986 ero in vacanza nella splendida Mattinata, sul Gargano. Una sera, in una delle tante bancarelle di una delle tante feste di paese, scoprimmo (io e tutta la combriccola di amici) un gioco semplice ma bellissimo. Bello al punto che ci tenne  impegnati tutta estate. Bastò lo sguardo dei nostri genitori. Si bloccarono davanti ad uno dei giochi più sfruttati della loro giovinezza. Erano tutti euforici e ricordavano con grande passione “O Strummolo” (così si chiama in napoletano).

E’ una trottola di legno, come quella che vedete qui sopra. Intorno vi si avvolge la corda, poi lo si lancia in avanti con un gesto rapido e un colpo inverso del polso leggermente rotatorio. Una maestria che richiese diversi giorni prima di vederlo girare bene: velocissimo, durava oltre 2 minuti. I genitori ci insegnarono le tecniche migliori e le varie competizioni possibili. Da lancio del sasso come centro a cui avvicinarsi, fino alla difficile battaglia in cui a turno, dopo il lancio, lo si faceva salire su una mano per poi scagliarlo come “sasso” nel tentativo di spaccare gli altri. Lo strummolo ci tenne impegnati tutta estate, ogni sera monopolizzavamo tutti i luoghi del campeggio (a partire dai bagni) dove il pavimento era di piastrelle (il luogo migliore per farlo durare più a lungo!). Un gioco così semplice… quanti ricordi splendidi.

Stamattina un post di Alberto D’Ottavi sui Makers (su Che Futuro!) mi ha riportato tutto quanto alla mente e da piccolo falegname Fai da te quale sono credo che presto me ne costruirò uno per poi regalarlo ai miei figli.
Dopo aver riprovato l’ebrezza del lancio, ovviamente! 😉

 

Google Drive, backup file in cloud (come Dropbox?)

Dopo qualche giorno di attesa oggi mi è arrivata l’email con l’attivazione del mio account Google per il nuovo servizio Google Drive. Una sorta di Dropbox (sono molto simili, anche per lo spazio gratuito: per entrambi 5Gb) con un’unica differenza: l’interfaccia a Google Documents.

In pratica, dopo aver installato il client (si tratta di una Status Bar Application), viene creata l’apposita cartella modello Dropbox:

Poi viene avviata di default una sincronizzazione con tutti i documenti presenti nel Google Docs. Anche le icone vengono personalizzate e quando cliccate su un file/documento vi viene aperto il browser con la pagina in modifica del documento stesso.

Per ora non trovo altre differenze con Dropbox se non nei termini di servizio dove Google, senza farsi grandi problemi, scrive:

“When you upload or otherwise submit content to our Services, you give Google (and those we work with) a worldwide licence to use, host, store, reproduce, modify, create derivative works (such as those resulting from translations, adaptations or other changes that we make so that your content works better with our Services), communicate, publish, publicly perform, publicly display and distribute such content.”
Fonte: StartUp Wikli by @magno 

E’ evidente che poter disporre della licenza d’uso o di riprodurre, modificare, creare lavori derivati  dei nostri documenti, almeno per ora e sulla carta, è un notevole vantaggio da parte di Google rispetto ai concorrenti. Questo consente a BigG di poter aggiungere comodamente diversi servizi a tutti i nostri documenti (ad es: la traduzione automatica dei documenti come suggerisce @magno).

Come si muoveranno ora i concorrenti (Dropbox, iCloud, SkyDrive, Box, SugarSync, ecc.)?