Archivio mensile:Febbraio 2018

Accusa di truffa per Antonietta Gatti e Stefano Montanari. Perquisite abitazione e laboratorio dalla Guardia di Finanza

Giovedì mattina 22 febbraio si è svolto un blitz della Guarda di Finanza presso l’abitazione dei Signori Antonietta Gatti e Stefano Montanari e il laboratorio Nanodiagnostics di cui i due coniugi sono soci. Perquisizione a tappeto con conseguente sequestro di personal computer.

Immediato lo sfogo su facebook di Stefano Montanari la mattina della perquisizione che titola “Ennesimo attacco alla verità!”: “Questa mattina dalle ore 8:30 la Guardia di Finanza sta perquisendo l’appartamento del dott. Stefano Montanari e della Dott.ssa Antonietta Gatti. In seguito sarà perquisito il laboratorio Nanodiagnostics, ove verranno sequestrati tutti i computer e i documenti in possesso. Pertanto, al momento i dottori Gatti e Montanari sono costretti a sospendere tutte le attività relative ai loro studi, comprese conferenze, consulenze e analisi in data da definire”.

Montanari non perde il vizio di presentarsi al mondo come vittima: qualcuno attaccherebbe per l’ennesima volta la verità. Ma quale? Quella sui vaccini? Quella sulla ricerca “loro” scientifica?

Su sito Terranova.it (link qui: http://www.terranuova.it/News/Attualita/Perquisiti-casa-e-laboratorio-degli-esperti-di-nanoparticelle) compaiono altre dichiarazioni di Montanari che gettano benzina sul fuoco: “….Naturalmente daremo mandato al nostro legale per chiedere il dissequestro di tutto il materiale. Le accuse sono assurde e le contesteremo, come peraltro già fatto in altre occasioni e sedi, provando che non abbiamo commesso alcun reato. A questo punto è lecito chiedersi quanto il nostro lavoro dia fastidio e a chi”.

Qualcuno cercherebbe quindi di imbavagliare la ricerca dei due signori? Ma chi?! E poi, se per assurdo fosse anche vero, la Guarda di Finanza e la Procura di Reggio Emilia si sarebbe prestati? (leggi su NextQuotidiano la cronistoria della vicenda: https://www.nextquotidiano.it/complotti-dietro-le-indagini-sulla-nanodiagnostics-stefano-montanari/).

“La Procura ha deciso che io dovessi essere bloccato – tuona Montanari sulle frequenze della radio amica – Avremo mangiato qualche bambino… Nessuno potrà ripagarci del danno. Non abbiamo più alcuno strumento per proseguire la nostra attività” (Fonte: Gazzetta di Modena: http://gazzettadimodena.gelocal.it/modena/cronaca/2018/02/23/news/blitz-della-finanza-dal-dottore-no-vax-accusato-di-truffa-1.16510767 ).

Mi pare un’accusa gravissima. Vivo a Reggio Emilia, città da cui è partita l’inchiesta coordinata dalla Dott.ssa Valentina Salvi, Pubblico Ministero noto a tutti per l’impegno profuso con dedizione e massima serietà, tanto che più volte le sue inchieste hanno risolto casi importanti anche in breve tempo. Nessuno dovrebbe permettersi di attaccare il suo lavoro. Alla Dott.ssa Salvi va quindi la mia totale solidarietà.

Tornando al Montanari, qualche giorno dopo, ha ridimensionato decisamente il tiro: “Aggiornamenti: Facendo seguito a quanto ho dichiarato nei momenti immediatamente successivi alla perquisizione, quando mi trovavo in un comprensibile stato di agitazione e di grande stress emotivo, e scusandomi qualora tali mie dichiarazioni siano apparse irrispettose o generatrici di fraintendimenti, preciso che i fatti per i quali io e mia moglie risultiamo attualmente sottoposti ad indagini ad opera della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Emilia non riguardano, a quanto ci consta, né il merito scientifico delle ricerche sulle nanopatologie che da moltissimi anni conduciamo con dedizione ed impegno, né tanto meno la raccolta fondi popolare che abbiamo recentemente lanciato per l’acquisto di un microscopio elettronico.Abbiamo piena fiducia nell’operato della magistratura e siamo certi che dimostreremo la nostra estraneità ai fatti ipotizzati a nostro carico. Stefano Montanari”.

Bene, da “attacco alla verità” a “piena fiducia nell’operato della magistratura”. Mi viene da pensare che qualcuno l’abbia legalmente consigliato per il meglio. Comunque sia, nessun attacco alla verità dunque, nessuna indagine dovuta ad arcani motivi per ostacolare le ricerche, nulla. Ma intanto, dopo la prima accusa di “Ennesimo attacco alla verità”, il fango del complotto è stato diffuso dal ventilatore del web che tutt’ora compare.

Ripeto, massima solidarietà alla Dott.ssa Salvi della Procura di Reggio Emilia, certo che il suo lavoro farà emergere una volta per tutte le verità.