Disagi Ferrovie dello Stato: treni in delirio!

binari bloccati
[Immagine di mazzolawasacowboy (flickr.com)]

Stamattina, durante gli ultimi giri prefestivi, ho provato ad intervenire al talk-show radiofonico Radio Anch’io, condotto da Giorgio Zanchini, in onda ogni mattina dalle 9 alle 10 su Radio 1. Sono riuscito a prendere la linea e a parlare con la redazione ma non ho avuto spazio: la trasmissione era ormai in chiusura.

Il titolo della puntata era “Treni, l’emergenza e i problemi che restano“. In pratica la discussione si è alimentata dalle giuste critiche che in questi giorni travolgono Treni Italia. La situazione è in pieno delirio su tutta la rete nazionale: ritardi, rimborsi mancati, riscaldamento che non funziona, sporcizia, comunicazioni interrotte, ecc. , sempre peggio.

Comprendo le critiche e la disperazione di chi in questi giorni vive un vero e proprio dramma nel tentativo di spostarsi via rotaia. Ciò che non condivido assolutamente è lo scagliarsi contro l’attuale gestione delle Ferrovie dello Stato come se fosse l’unico responsabile di questa situazione. Come se si fosse già dimenticato il passato, come se Giancarlo Cimoli non fosse mai esistito, come se i capitali privati dell’Alta velocità fossero mai esistiti.

Circa un mese fa, il 1° novembre, c’è stata l’ottima puntata di Report in merito: Treni Italia. Gli errori sono stati commessi in passato e i soldi che oggi in radio tutti chiedevano a gran voce, le risorse tanto acclamate, sono “andate perse” nelle precedenti gestioni. Si dimentica troppo facilmente in Italia: manager strapagati che hanno fatto buchi immensi e danni enormi al paese, manager che se ne escono (vedi Cimoli dalle Ferrovie) con oltre 6 milioni e mezzo di euro di buona uscita, ora siedono su nuove poltrone a godersi lo sfacelo delle nostre ex Ferrovie dello Stato.

Oggi è inutile lamentarsi senza guardare al passato.

Domani iniziano i lavori del ponte sullo Stretto di Messina. Magari tra 30 anni ci lamenteremo del degrado e di eventuali danni causati senza ricordare in che contesto oggi sta nascendo: senza soldi!