Archivio mensile:Giugno 2007

Da Marconi a Cerf: la lotta per la libertà continua!

Vinton Gray Cerf (padre del TCP-IP)
Vinton Gray Cerf
[Foto by Wikipedia]

Vinton Gray Cerf e Robert E. Kahn sono i padri del TCP/IP, il protocollo utilizzato dalla rete Internet, la “lingua” con cui milioni di computer ogni giorno si scambiano i dati: dal Web al P2P, dalla posta elettronica alle telefonate via Skype. Senza questo protocollo tutto ciò a cui siamo abituati oggi non potrebbe esistere.
Quella che oggi chiamiamo Internet quindi è la rete che Vint e Bob hanno inventato per concederci una nuova speranza, quella di poter comunicare liberamente con il mondo intero.

Lo scorso secolo Guglielmo Marconi, con mezzi e tecnologie differenti, perseguì lo stesso sogno. L’inventore scrisse:
“Nella radio abbiamo lo strumento appropriato per unire i popoli del mondo […..] Dobbiamo solo seguirne il corso in uno spirito di tolleranza e di comprensione solidale, pronti ad utilizzare le conquiste della scienza e dell’ingegno umano per il bene comune. Sono fermamente convinto della possibilità di raggiungere questo ideale.”

Parole splendide. Anche Marconi quindi desiderava unire i popoli del mondo ma con grande saggezza sottolineava che avremmo dovuto seguire uno spirito di tolleranza e di comprensione solidale. Purtroppo il Marconi è stato ampiamente tradito e le conquiste della scienza, del suo ingegno umano, non sono oggi utilizzate per il bene comune. I media sono in mano ai “potenti” che pilotano e plasmano l’informazione a loro vantaggio. Chi prima di me doveva opporsi per garantirci tutto ciò, forse, aveva altre priorità, o forse non ha avuto tempi e mezzi per farlo.

Oggi però tocca a noi! Per fortuna Vint e Bob ci hanno regalato un nuovo mezzo, stavolta però ci sono io in prima fila, ci siete voi e tutta la nostra generazione. Questa volta non dobbiamo permetterlo, non possiamo farci sfuggire una nuova occasione.
I campanelli d’allarme non mancano: la censura esiste già. Mi ha scovolto la posizione presa in questi giorni dall’Università di Bologna, un luogo antico di studio e di educazione non può permettersi certi atteggiamenti di censura. In merito all’accaduto sono completamente d’accordo col professore Renzo Davoli che si chiede se “L’Università di Bologna censura la rete come il governo cinese?

Oggi quindi è un nostro dovere lottare per far sì che la rete resti libera.

Un sito web (sito internet) per essere al passo coi tempi…

Web Window Spider Web Window
Foto di CarbonNYC

Non è la prima volta che mi ritrovo a dover “affrontare” clienti (meglio parlare di potenziali clienti) ai quali sono state raccontate storie e favole d’altri tempi. Purtroppo però c’è chi crede ancora alle favole se raccontate bene…

Ancora oggi mi ritrovo a dover ascoltare concetti obsoleti spacciati come innovazione e tecnologia moderna. Stamattina è stato il caso di un’azienda molto importante (una SpA) a cui è stato raccontato che oggi è necessario avere un sito in Flash per essere al passo coi tempi, il massimo che la tecnologia moderna può offrire. Stiamo parlando di un sito che sarà stato copiato e incollato almeno altre 5 volte, un sito in Flash a 12 fotogrammi al secondo, con animazioni scarse, lente e di poco impatto. Un sito che 7 anni fa, quando forse Flash era il massimo che si potesse desiderare, non avrebbe riscosso alcun successo.

Davanti a tali osservazioni diventa, a volte, difficile far passare aspetti quali l’accessibilità e la visibilità sui motori di ricerca. Pur dimostrando che il sito in questione risulta completamente invisibile ai motori di ricerca, che l’unica pagina indicizzata parla del plug-in di Flash e non di cosa l’azienda produce o che di tutto il sito Google vede solo 3 pagine di cui 2 sono frame senza senso, nonostante tutto ciò c’è chi stenta a crederti. In quel momento sei tu che stai utilizzando “trucchetti”…
Toccare per credere qui non funziona!
Basta un minimo di conoscenza e di buon senso per capire che non essere visibili equivale a non averlo nemmeno il sito. La favola della famosa iscrizione ai motori di ricerca continua ad essere raccontata ed ascoltata! E’ quello che mi rispondono: “No no, si sbaglia, noi siamo iscritti a tutti i motori di ricerca! Abbiamo pagato questo servizio tempo fa”. Hai voglia a dirgli che sul web sono sconosciuti!
Quando arrivo alla richiesta delle statistiche si tocca il fondo: “Non sappiamo se le abbiamo, dovremmo avere una password da qualche parte ma dovrei guardarci”.

Ecco lo specchio dell’Italia, un paese alla deriva, un paese dove la maggior parte delle aziende non ha ancora capito nulla di internet, del web o di come lo volete chiamare.
A mio modo di vedere credo che il problema più grave stia nel fatto che al giorno d’oggi nessuno dovrebbe farsi raggirare così facilmente da questi incompetenti, persone che vanno in giro a raccontare qualsiasi cosa pur di far presa. In Italia ci sono aziende che NON possono permettersi di continuare a rimanere nelle mani di gente improvvisata ieri come Web Designer e quant’altro. Ci sono aziende che devono prendere coscienza del fatto che il Web è un’opportunità e non una rivista attraverso la quale diffondere la propria immagine. Il Web è in costante evoluzione e non aspetta nessuno, chi tardi arriva male alloggia!