Direttiva europea IPRED2: una nuova battaglia da vincere!

Ne sono passati di anni da quando lessi per la prima volta del progetto “Palladium” e un brivido mi salì lungo la schiena. Da allora fino ai giorni nostri quel termine e il suo obiettivo hanno cambiato nome diverse volte, NGSCB ad esempio. Oggi la Microsoft lo chiama System Integrity Team (progetto per il mantenimento dell’integrità del sistema).
Si è letto tanto anche del DRM (Digital Rights Management) o meglio Digital Restrictions Management come lo definisce il grande Stallman.

Con Digital Rights Management (DRM), il cui significato letterale è gestione dei diritti digitali, si intendono i sistemi tecnologici mediante i quali i titolari di diritti d’autore (e dei cosiddetti diritti connessi) possono esercitare ed amministrare tali diritti nell’ambiente digitale, grazie alla possibilità di rendere protetti, identificabili e tracciabili tutti gli usi in rete di materiali adeguatamente “marchiati”.
by Wikipedia

Ancora oggi leggendo questi termini mi vengono i brividi.
Sistemi, teorie e tecnologie che mirano a limitare la libertà personale degli utenti. Il più delle volte vengono presentati come strumenti in grado di tutelare i diritti delle persone ma in realtà nascondono ben altri obiettivi: il controllo delle informazioni e della libertà individuale.

Ma perchè esistono ?
Perchè la rete fa paura, fa paura a tutte le corporazioni che oggi non sono più in grado di controllare il mercato. La continua e rapida evoluzione delle tecnologie non permette misure di controllo adeguate ed ecco che ci ritroviamo a dover combattere l’ennesima battaglia per i nostri diritti, per la nostra libertà.

IPRED2 è una direttiva europea che mira a blindare i contenuti e l’hardware, a dare maggiore potere alle major dell’intrattenimento e a permettere il tracking (log e controllo delle informazioni) dei cittadini.
Oltre alla pura ideologia della limitazione della propria libertà qui siamo di fronte ad un problema molto grave anche da un punto di vista pratico. Questa normativa stroncherà ogni possibilità di sviluppo di nuovi sistemi di business, le major vogliono tenersi ben stretto il loro mercato senza concedere alternative e nuove possibilità. Si sa, la rete sta scavalcando le loro frontiere e a noi non resta che continuare a lottare!
Contro tutto questo è appena partita una mobilitazione guidata in Italia dal senatore Fiorello Cortiana, membro del Comitato consultivo sulla Governance di Internet del Ministero dell’Innovazione, promotore dell’appello agli europarlamentari.
Mentre la direttiva europea avanza inesorabile e silenziosa il 24 Aprile si avvicina, giorno in cui il parlamento europeo voterà per IPRED2.
E’ ora di agire!

NO SOFTWARE PATENTS

Mi piace rivedere questa foto perchè è molto significativa. All’epoca si combatteva per i brevetti sul Software. Quella battaglia, anche se combattuta in canoa, la vincemmo noi. Oggi la rete è la nostra grande unica arma a disposizione, utilizziamola!

Per aderire all’appello di Cortiana

In queste ore si sta provvedendo all’allestimento di uno strumento ad hoc che consenta di raccogliere le adesioni. In via provvisoria si può utilizzare la mail della redazione di Punto Informatico, pi@deandreis.it con subject “APPELLO” e, nel corpo del messaggio, il proprio nome e cognome, con città di residenza: PI provvederà a trasferire le adesioni non appena sarà possibile ai promotori della campagna.
[via PuntoInformatico]

Firma la petizione online contro IPRED2

7 pensieri su “Direttiva europea IPRED2: una nuova battaglia da vincere!

  1. Pingback: Cresce la mobilitazione italiana contro IPRED2 « Sometime Happens…

  2. middo

    Una domanda: col digital rights management, quel “management” in questo caso significa che c’è un esperto informatico della simpatica siae che mi setaccia il computer per vedere se ho scaricato l’ultimo di laura pausini, in cui ha messo un simpatico codice riconoscibile tipo? oppure che prima di ascoltare il mio cd nel computer devo digitare una key che mi viene spedita metà crittata per posta e metà in un piccione viaggiatore?
    Secondo me non si dovrebbero più fare petizioni, (magari i primi che le firmano sono quelli che verranno controllati quando la petizione non funzionerà. perchè il digital rights maneggio non dovrebbe anche essere preventivo? massì…) ma combatterli sempre e solo tecnologicamente ormai. Da un punto di vista ideale, dico, sarebbe più eloquente snobbare del tutto le normative cartacee e lavorare per renderle inapplicabili. detto questo, vado subito a firmare comunque. Lobby di medda.

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