Archivio mensile:Maggio 2006

Carlo Bortolani Onlus

Sito web Carlo Bortolani Onlus“Non siamo stati concepiti per vivere la giornata, ma per costruire un progetto di vita degno della libertà e dignità dell’uomo.”

(Carlo Bortolani)

L’Associazione Carlo Bortolani Onlus nasce da un’iniziativa di amici e familiari del Prof. Carlo Bortolani. Lo scopo è quello di portare avanti alcuni progetti lasciati in sospeso da Carlo per la sua prematura scomparsa.

Tra le tante iniziative portate avanti dall’Associazione, in questo periodo, spicca quella della raccolta fondi per l’acquisto di un potente Microscopio indispensabile per lo studio delle nanoparticelle. Il progetto è nato in collaborazione con diversi personaggi dello spettacolo tra i quali Beppe Grillo che nel suo blog, con l’articolo La ricerca imbavagliata, annuncia di aver donato l’incasso di un’intera serata.

Sul sito tutti i riferimenti per effettuare donazioni a tale scopo.

Svezia, nasce il Partito dei Pirati

Rickard Falkvinge
(Rickard Falkvinge)

“Rickard Falkvinge, fondatore del Partito dei Pirati. Da chi è composto il Piratpartiet?
Nel Piratparitet abbiamo molti militanti giovani, ragazzi nati negli anni 70 e 80. I leader, invece, un po’ più grandi, sono persone che conoscono a fondo, e dall’interno, il mondo delle aziende informatiche.
I militanti sono giovani cresciuti con la tecnologia e perciò in grado di sfruttare al massimo tutte le potenzialità di Internet.
Sono ragazzi che denunciano come opprimente, soffocante, la costante opera di lobbyng di tutte quelle aziende che, appartenendo “al passato”, lavorano soltanto per preservare la propria posizione dominante sul mercato.
I nostri militanti sono persone che oggi dicono basta a questa situazione e stanno provando ad organizzarsi. Noi vogliamo dargli questa possibilità.”

Fonte: Generazione Idrogeno

Queste parole sono le prime di un’intervista molto interessante rilasciata da Rickard Falkvinge a Generazione Idrogeno, poi pubblicata anche da Punto Informatico.

Bravi Pirati!! Finalmente qualcuno ci crede…
Nel semplice e chiaro programma leggiamo:

  • Reform of copyright law
    Riforma della legge sul Copyright, attesa dal mondo del software ormai da troppo tempo. Iniziative che spaziano dal P2P all’abolizione di ogni sistema DRM.
  • An abolished patent system
    Abolizione dei brevetti software, anche questa una grossa spada di Damocle che pende sulle teste del mondo IT. Un sistema che darebbe un grosso vantaggio alle multinazionali, un sistema da abolire!
  • Respect for the right to privacy
    Rispetto per i diritti alla Privacy. Diritti fino ad ora regolamentati male, in maniera poco incisiva e soprattutto NON rispettati da nessuno.

Punti su cui si dibatte ampiamente in tutta Europa senza però tenere minimamente in considerazione le esigenze degli utenti della rete e le richieste di chi nel settore IT ci lavora sul serio, dal punto di vista tecnico e non commerciale.

Piratpartiet logo

Forza pirati !!!

Problema di connessione tra myODBC e MS Access

Oggi ho sbattuto la testa per diverse ore su un problema. Come sempre i piccoli bug sono quelli che danno più filo da torcere. La connessione via ODBC da Access a Mysql, che ha sempre funzionato regolarmente, stamattina ha smesso di funzionare. A prima vista nessun errore, eppure dopo aver creato il link alle tabelle non succedeva niente (idem per Importa).
Sul client Windows ho:

  • Win2000Professional (SP4) aggiornato
  • MS Access 2000 Version 9.0.6926 SP-3
  • myODBC Version 3.51.12
  • MSJet40.dll Version 4.0.9025.0

Sul server Debian ho:

  • MySQL – 4.1.19-log

Per prima cosa ho provato il test della connessione ODBC che naturalmente dava esito positivo. Ho creato un nuovo DSN utente per il mio database su MySQL, ho provato a linkare le tabelle dal mio database di Access ma niente. Nessun messaggio di errore.
Invece di presentarmi la solita finestrella con l’elenco delle tabelle Access mi restituiva il nulla. Ho cominciato a cercare in rete e dopo diversi tentativi ho trovato la soluzione sul sito di MySQL.

In pratica si tratta di un piccolo bug presente nella libreria msjet40.dll.
Effettuo sempre gli aggiornamenti ma è impossibile stare dietro alla miriade di file che vengono aggiornati. Ecco quindi che mi ritrovo installata la versione 4.0.9025.0
Sul sito di MySQL si parla proprio di quella DLL !!
Per risolvere il problema basta infatti tornare alla versione precedente, la 4.0.8618.0
Consapevole che gli aggiornamenti non buttano via mai niente anzichè cominciare a cercarla in rete (sul sito Microsoft è impossibile trovarla!!) la cerco sul mio hard disk e infatti ne trovo più di una nelle varie cartelle

%systemroot\$Nt**************$\

Una volta sovrascritta la DLL in uso in C:\WINNT\system32 la mia connessione ODBC è tornata a fare il suo dovere.

La potenza della rete

Statistiche www.skugnizzo.itTutto nasce ad Ischia (Napoli), meravigliosa isola dell’arcipelago partenopeo, il 10 Aprile 2006.
Un ragazzo, Andrea D’Ambra (aka skugnizzo), lancia una petizione online per l’abolizione dei costi di ricarica per i telefoni cellulari. Dopo essersi accorto che questa era “un’anomalia tutta italiana”, considerando infatti che tali costi esistono solo nel nostro Paese, decide di rivolgersi alla Commissione Europea – Dipartimento concorrenza, mercato e consumatori.
Lo ascoltano e ringraziano per la segnalazione. Si devono raggiungere 50.000 firme per abolire i suddetti costi, Andrea contatta in prima persona diverse associazioni di consumatori e organi di informazione ma questi non danno alcun peso all’iniziativa.
La petizione invece piace al popolo della rete: prima con Punto Informatico e poi con Beppe Grillo si raggiungono rapidamente 50.000 firme, in pochi giorni si arriva ad oltre 80.000 per la precisione.

Eccola la potenza della rete, quella di un popolo nascosto e “silenzioso” agli occhi dei media, libero di decidere e capace di portare avanti iniziative importanti. Non so se ne parleranno i giornali, ciò che è certo è che ora Andrea può godersi il suo bel successo online, chiaramente visibile dall’impennata delle statistiche del suo sito. Bravo skugnizzo!

La pigrizia alimenta lo spamming

Oggi sono milioni le e-mail inutili che circolano incrementando quotidianamente il traffico della rete. Ne esistono di diverse tipologie: le “Bufale” (Hoax) che mirano alla diffusione di notizie false (scoperte e smascherate dal bravo Attivissimo con il suo servizio Antibufala), le “Catene di S.Antonio” che col tempo si sono evolute e ancora oggi riescono a far breccia, le e-mail di m4ssa di richieste di aiuto dai contenuti falsi e ingannevoli, e chi più ne ha più ne metta.

Sono diversi i modi di reagire degli utenti di fronte a queste e-mail, la maggior parte comunque tende a lavarsene le mani come Pilato e ad inoltrare. Sembra un ciclo inarrestabile: ricevo un’e-mail che avvisa di un futuro virus in arrivo e, dopo averla letta (quando va bene!!), rapidamente la giro a tutti gli amici, non si sa mai! Questo pigro ragionamento alimenta lo spamming in maniera esponenziale, eppure basterebbe poco per fermarlo, a volte anche solo 10 secondi, ma si fa prima a cliccare su Inoltra.
Le e-mail bufala sono difficili da arrestare, alcune sono in circolo da anni, diversi anni.

Oggi, infatti, mi è arrivata ancora una volta la Bufalavirus di retailia@hotmail.it (esiste anche la variante tailia@hotmail.it) che avvisa di ” non aggiungere questo indirizzo ai propri contatti altrimenti il tuo PC salta in aria e inizia la fine del mondo”.
Per chi potesse avere qualche dubbio sulla capacità di un indirizzo e-mail in grado di fondere gli hard disk esistono soluzioni capaci di rassicurare rapidamente ogni utente. Infatti basterebbe cercare “tailia@hotmail.com” su Google e leggere un pò tra i risultati. In breve tempo si scoprirebbe che ancora una volta siamo di fronte ad una Bufala. Quest’operazione richiede poco tempo e non la ritengo opera di esperti professionisti del settore IT poichè è di facile intuizione. Ecco perchè preferisco parlare di pigrizia degli utenti.

Per eventuali Bufale future consiglio di copiare una riga significativa del contenuto dell’e-mail e incollarla nel campo di ricerca di Google, racchiudendo l’intero testo tra virgolette (doppio apice ” ). Cliccate qui per visualizzare un esempio.
Selezionate accuratamente il testo da cercare: sono preferibili nomi di persone o di luoghi, indirizzi e-mail, eventi particolari, ecc.
Se si tratta di email Bufala nel 90% dei casi ottenete un chiaro riscontro. In caso contrario io continuerei ad essere prevenuto e cercherei informazioni su diverse fonti.

La ricerca interna al sito come strumento di marketing

Thumb sito itecosrl.it
“Con l’estensione dell’attività produttiva, il rinnovamento della gamma e la qualificazione delle proprie strutture, la nostra azienda si propone oggi al mercato con una presenza ancora più significativa di impianti di lavaggio per veicoli industriali, camion, autobus, autocisterne e veicoli speciali. Con impianti di lavaggio monospazzola, impianti mobili e impianti fissi a portale.”

L’azienda Iteco Srl ha deciso di investire sul Web, ottima scelta. Il sito, completamente rinnovato sotto tutti i punti di vista, è stato ricostruito in modo da migliorare il servizio offerto ai potenziali clienti. Allo stesso tempo, lo scopo è quello di arrivare ad avere un sito web che non sia solo una vetrina ma che diventi uno strumento di marketing con cui poter effettare analisi e statistiche dettagliate. Uno strumento in grado di ottimizzare gli investimenti futuri.

Il primo obiettivo prefissato è il raggiungimento di un buon posizionamento sui motori di ricerca e la conseguente valutazione delle singole parole chiave di ricerca.
A volte ciò che è utile agli utenti può diventare per l’azienda un ottimo strumento di analisi. Il caso delle proprie parole chiave (keywords) ne è un esempio. www.itecosrl.it presenta, nella colonna di sinistra, il classico campo che permette agli utenti di ricercare determinate keywords presenti nei testi del sito. Ogni keyword fornisce un elenco di risultati, filtrato in base alla lingua (il sito è sviluppato su 5 lingue).
Una procedura creata ad hoc, ed integrata al motore interno, registra la parola ricercata e il numero di risultati trovati. In questo modo, fin dai primi giorni di attività del sito, è possibile verificare le ricerche effettuate dagli utenti individuando così eventuali keyword tralasciate/errate. Quindi, attraverso una gestione dei contenuti di semplice utilizzo, si può intervenire tempestivamente sui testi del proprio sito apportando le dovute correzioni/aggiunte.

L’archivio che si andrà ad alimentare, nel lungo periodo, diventa una banca dati fondamentale da cui attingere informazioni in caso di eventuali campagne pubblicitarie online basate sulle parole chiavi (tipo Google AdWords o Yahoo Search Marketing).